Digital technology has changed the landscape in the world of photography.  From one perspective it has made photography more accessible, affordable and intuitive to the general public, allowing amateurs to produce images of the quality only professionals could achieve a few years ago.  From another perspective, digital technology has made photography more complex.  There are thousands of consumer level digital cameras on the market each year. Cameras from the most basic to the high end professional models have complex on board processors, numerous buttons and multilayered menu systems.  Today's dedicated photographer needs to know about bit depth, resolution, white balance, file formats and RAW processing, the subjects of which are commonly the focus of a college course.


I had my first experience with a digital camera in 1999.  I borrowed a one megapixel point and shoot Kodak for an expedition to a mountain in South America.  I brought my normal film camera, but I quickly saw the potential of digital photography even though that primitive camera didn't produce images of great quality.  While my film images had to survive in their canisters all the way back to the US before I could develop them and see if they had come out or not, I was able to download and view the digital images right in my tent on the side of a mountain at 19,000 feet.  I was also able to edit them and do some simple processing as well as email them to my middle school science students back home and post them on our expedition website via satellite uplink. Try doing that with film.


In 2002 I purchased my first digital camera, one which I felt could produce images nearly as good as the ones I could capture on 35mm film, and I have not photographed with film since. Today, the 21 megapixel SLR I photograph with produces images with far greater resolution than my trusty old 35mm Velvia slide film.  What's more, I am no longer cut out of the second half of the creative process in my photography.  Where I used to press the shutter release, send my film off to the lab and hope for the best, I now have complete creative control over the entire photography process from previsualization to processing to printmaking.  Along with that new found creative freedom has come the need to develop highly refined knowledge and skills in all things digital photography related.  There is so much to know and master in the current age of digital photography.  I work at it 40 to 60 hours a week and yet I am still learning new techniques and gaining new understanding on a daily basis.


Enter Gabriel Rifilato's “Guide To Digital Photography and Digital Imaging”.  The scope and sequence of his book covers everything you would want or need to know about digital photography, whether you are an aspiring beginner or a seasoned pro.  Gabriel has compiled such a complete reference to all things digital photography related it is destined to become an essential part of any photographer's resource library.





La fotografia digitale ha cambiato il panorama del mondo della fotografia. Da una certa prospettiva ha reso la fotografia più accessibile, abbordabile e intuitiva al grande pubblico, permettendo agli appassionati di realizzare immagini di qualità che solo i professionisti avrebbero potuto raggiungere alcuni anni fa. Da un’altra prospettiva, la tecnologia digitale ha reso la fotografia più complessa. Ci sono migliaia di nuove fotocamere digitali ogni anno sul mercato per tutti i consumatori. Modelli di fotocamere con caratteristiche elementari oppure più elevate per professionisti, ma che hanno in comune l’utilizzo di complessi processori, numerosi tasti e sistemi di menu a più livelli. Il fotografo scrupoloso di oggi ha la necessità di sapere cos’è la profondità di bit, la risoluzione, il bilanciamento del bianco, i formati dei file, l’elaborazione RAW: argomenti principali di un corso in qualsiasi istituto.


Ho avuto la mia prima esperienza con una fotocamera digitale nel 1999. Avevo avuto in prestito una compatta Kodak da 1 megapixel per una spedizione su una montagna del Sud America. Con me avevo portato la fotocamera con pellicola, ma ci volle poco per rendersi conto del potenziale della fotografia digitale, anche con quella fotocamera primitiva che non era in grado di produrre immagini di gran qualità. Mentre le mie immagini su pellicola dovevano sopravvivere nei loro rulli per tutta la strada di ritorno verso gli Stati Uniti, prima che io potessi svilupparle e vedere se erano venute o no, era stato possibile scaricare e guardare le immagini digitali addirittura nella mia tenda, su una montagna a 6.000 metri di altezza. Era stato anche possibile ritoccarle e fare un po’ di semplici elaborazioni per spedirle via email a casa dei miei allievi della Middle School Science, e mostrarle sul sito della nostra spedizione trasferendole via satellite. Proviamo a fare questo con la pellicola.


Nel 2002 ho acquistato la mia prima fotocamera digitale, una macchina fotografica che immaginavo potesse produrre immagini buone quasi quanto quelle che scattavo con la pellicola 35mm, e da allora non ho più fotografato con la pellicola. Oggi i 21 megapixel della reflex con la quale fotografo producono immagini con una risoluzione di gran lunga superiore della mia vecchia fedele Velvia con diapositive 35mm. Ma quello che c’è da aggiungere è che non sono rimasto escluso dalla seconda parte della elaborazione creativa delle mie foto. Dove avevo l’abitudine di premere lo sblocco dell’otturatore, inviare la mia pellicola al laboratorio e sperare per il meglio, ora ho un controllo completo, creativo, su tutto il procedimento fotografico dalla pre-visualizzazione alla funzione di stampa. Parallelamente alla scoperta di questa libertà è arrivata la necessità di sviluppare una conoscenza più raffinata e capacità in tutte le cose legate alla fotografia digitale. Nell’attuale epoca della fotografia digitale, c’è veramente tanto da conoscere e da imparare a utilizzare con padronanza. Io ci lavoro su dalle 40 alle 60 ore a settimana e ciononostante continuo ad imparare nuove tecniche e ad acquisire nuova conoscenza quotidianamente.


Cominciamo con la “Guida alla fotografia digitale e al digital imaging” di Gabriel Rifilato. Il proposito e la successione degli argomenti nel suo libro rispondono a tutto quello che avreste voluto o di cui avreste avuto bisogno di conoscere sulla fotografia digitale, sia che siate aspiranti principianti o maturi professionisti.


Gabriel ha compilato un vero testo di riferimento completo su tutto ciò che è in relazione con la fotografia digitale che è destinato a diventare parte essenziale nella biblioteca delle fonti a disposizione per qualsiasi fotografo.

 

Tony Sweet


George Barr


Russ Burden


Linda Pitkin


Doug Perrine


Jeremy Woodhouse


Tim Grey


Sean Bagshaw

Sean Bagshaw è uno dei fotografi naturalisti membri del NANPA (The North American Nature Photography Association). Vive nell’Oregon dove ha un’intensa attività e dove ha dato vita al suo ‘Outdoor Exposure Photography’ vincendo, nel 2009, il Windland Smith Rice Nature's Best International Awards nella sezione ‘Creative Digital’.

www.outdoorexposurephoto.com


Moose Peterson


Brenda Tharp


Steve Brimm


Inge Johnsson


Alain Briot


Stephen Johnson



 

Guide to digital photography

Foreword: Sean Bagshaw

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